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Icaro
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Da qualche tempo, nei suoi stage, il Maestro Chu si sofferma a parlare di ali, di aerei o uccelli e cerca, con strane ed originali ma a volte moto efficaci metafore, di farci capire come le nostre braccia siano mezzi per il passaggio del “Chi”e in qualche modo come fare che diventino ali. Quest’anno si è soffermato molto ad analizzare, nelle varie parti della forma, la direzione di questo particolare volo: decollare e spiccare il volo si può dire di tutti i movimenti in cui le braccia vanno verso l’alto, atterrare o planare riguarda i movimenti in cui le braccia vanno verso il basso, e nel volare in linea dritta le braccia si muovono ( avanti o indietro ) ad un’altezza media.
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Probabilmente queste spiegazioni volevano approfondire il concetto di ciò che avevamo allenato nell’ora precedente lo “I”, ovvero la direzione che noi vogliamo la nostra energia prenda, in poche parole dove vogliamo mandare il nostro “Chi”. |
Dobbiamo muoverci tra lo Yin e lo Yang senza rischiare di bloccare o disperdere l’energia ma, nello stesso tempo, dobbiamo aver chiaro cosa stiamo facendo, se stiamo atterrando o decollando e soprattutto in che direzione stiamo andando. |
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Alla fine dello stage mi sono resa conto che casualmente (ma niente è mai a caso) questo argomento aveva molto a che fare con il tema di cui mi sto occupando quest’anno nel mio lavoro in teatro e mi sono ricordata di una frase:
“ O Icaro, ti avverto di volare a media altezza: se volerai troppo basso, l’acqua del mare ti appesantirà le penne; se troppo alto il sole le brucerà. Vola tra l’uno e l’altro limite , compi il tragitto dietro la mia guida…..” ( Ovidio, Metamorfosi)
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Spesso mi ispiro alla mitologia, e il personaggio di Icaro è il soggetto su cui sto ultimamente lavorando. Questo mito è abbastanza conosciuto, il giovane figlio di Dedalo che non seguendo i consigli del padre vola troppo in alto, e per questo muore; le ali che il padre aveva costruito per poter scappare dal Labirinto dove i due erano stati rinchiusi sono fatte di piume e cera e il sole sciogliendo la cera dissolve le sue ali facendo precipitare Icaro in mare. Nell’azione di Icaro ci sono anche altre implicazioni come non aver seguito i consigli del padre/maestro ma non è di questo che volevo parlare. |
È questo un soggetto che mi ha da sempre affascinato, forse perché il volare è da sempre collegato alla danza, si sa infatti che le ballerine classiche nell’Ottocento hanno inventato addirittura delle scarpette da ballo che permettessero loro di andare sulle punte e sfidare la legge di gravità. Io però non volevo limitarmi alla storia in se, e mi ero messa a cercare nella letteratura, psicanalitica e non, cercando il significato che il “volare” ha per l’essere umano, prendendo in considerazione tutte le implicazioni connesse, compreso il sesso e l’assunzione di droghe. |
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Rileggendo gli appunti presi allo stage, ho capito che potevo lavorare anche su qualcos’altro:
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volo volare ali - muovere le ali - tai chi. Perché Icaro è caduto?
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Le ali sono una prerogativa degli uccelli (o degli angeli) ma chi pratica il Tai Chi sa che anche noi possiamo averle. Le braccia nella forma diventano ali, e se impariamo a renderle un mezzo attraverso cui far passare l’energia avremo la leggerezza di un airone….ma ciò non è facile, spesso, come dice il maestro, siamo troppo yin e le nostre ali sono bloccate. A volte invece siamo troppo yang e quindi l’energia si disperde, per volare si farebbe troppa fatica, non ci sarebbe armonia nel volo e cadremmo giù proprio come è successo a Icaro, anche lui è andato troppo in alto il calore del sole ha dissolto la cera, le sue ali si sono sciolte, disperse.
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| Icaro sapeva dove andare ma non ha seguito la direzione giusta, avrebbe dovuto volare “tra l’uno e l’altro limite” è andato troppo in alto, ha perso il suo obiettivo, il suo “I” ed ha pagato il suo errore. | |||
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Dopo aver capito che possiamo avere le ali, sappiamo quali sono i nostri limiti o ci sentiamo così potenti da voler volare troppo in alto? Ma soprattutto, una volta imparata la tecnica del volo sappiamo dove vogliamo andare?
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Sto lavorando con i miei danzatori per cercare nuovi movimenti partendo proprio da questo, chiarire la direzione del movimento. Né gli uccelli né gli aerei possono stare sospesi in aria senza spostarsi in una qualche direzione ed hanno ben chiaro un percorso o una rotta, dunque non basta avere “Chi” senza “I”.
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Donella Bucca |
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