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Il Maestro Fausto Ronco ci ha inviato alcuni spunti sul Capodanno Cinese

2006: L'anno del cane di Fuoco

Il 29 gennaio 2006 inizia per i cinesi l’anno bingxu o del “cane rosso” o “di fuoco”, in quanto dominato dall’agente fuoco.

Undicesimo segno dell’oroscopo cinese, associato al ramo terrestre xu, il cane è simbolo di benevolenza e buona fortuna.

Una antico motto cinese afferma infatti: “Se un cane sconosciuto ti segue fino a casa, la tua famiglia sarà baciata dalla prosperità”.

Cane di Fuoco

Dicono gli astrologhi che il 2006 sarà un anno di stabilità, senza alti né bassi. Chi intenda raggiungere obiettivi, è consigliato di porsene
dei raggiungibili e operare con costanza.
In caso contrario difficilmente otterrà granché.

Gli uomini avranno fortuna stabile e in aumento, ma è meglio facciano affidamento solo su sé stessi, poiché difficilmente troveranno folle di samaritani disposti a dare loro una mano. E non dovranno farsi distrarre o rischieranno di non portare a termine le opere.

Le donne avranno più fortuna dei maschi. Se lavoreranno sodo potranno venir “notate” dai superiori che le ricompenseranno adeguatamente.
(sigh... !? - commento Itcca)

Il capodanno cinese

I festeggiamenti per l’anno nuovo tra i cinesi hanno inizio con la luna nuova e terminano quindici giorni dopo con la luna piena.
Il quindicesimo giorno è detto “festa delle lanterne”, poiché la notte vengono accese lanterne di carta davanti alle case che i bimbi portano in processione lungo le vie dell’abitato.

Il capodanno è una festa familiare, la più importante ricorrenza dell’anno per i cinesi.

Un tempo la celebrazione raggiungeva il suo apice con le cerimonie in onore degli dei del cielo e della terra, della casa e degli antenati.
Il sacrificio agli antenati era il rituale più sentito dai cinesi del passato.
I parenti deceduti erano ricordati
e celebrati con grande rispetto e riverenza poiché si riteneva potessero intercedere dall’aldilà per l’aldiqua, promuovendo fortuna e prosperità per i propri discendenti o al contrario punendoli per eventuali misfatti o ingrati comportamenti.

La presenza degli avi era sancita con l’allestimento di un banchetto alla mensa familiare, al quale gli spiriti degli antenati partecipavano assieme ai viventi come in una grande comunità.
Questa festa comune era
detta “attorno al focolare” (weilu) e simboleggiava l’unità tra le generazioni e presenti e passate.

Radiosità, LI: Luminosità, splendore, luce che si diffonde in tutte le direzioni; luce della coscienza che distingue, articola, divide e ordina.

Ideogramma: uccello e misterioso, magico uccello giallo luminoso.

I simboli del trigramma Radiosità sono il fuoco e la luce, la sua azione e l'aggregare, il suo colore è il rosso cremisi, colore della fiamma che consuma; nella famiglia dei trigrammi è la figlia di mezzo.

TRigramma - Fuoco

Li:
tra gli otto trigrammi
simboleggia il Fuoco

Fuoco, HUO: aspetto della combustione che riscalda e consuma, distinto dall'aspetto luminoso.

Luce/illuminare, Ming: aspetto luminoso della combustione, degli astri e della coscienza.
Ideogramma: sole e luna.

Aggregare, Li: riunire, ragruppare; stare insieme; dipendere da, essere attaccato ; coppia.
Ideogramma: cervi riuniti in branco.

Il primo giorno dell’anno si dava il benvenuto agli dei del Cielo e
della Terra e ci si asteneva dalla carne, poiché si riteneva che
mangiare cibi vegetariani assicurasse felicità e lunga vita.

Il secondo giorno era dedicato alle preghiere per gli antenati e tutte le divinità, il terzo si accudivano con particolare cura i cani,
foraggiandoli con ogni ben di dio poiché si credeva fosse il loro
compleanno.

Il terzo e il quarto giorno erano dedicati alle visite ai
suoceri, ma il quinto tutti dovevano rimanere a casa ad attendere la visita del Dio della Ricchezza (caishen), nessuna visita a parenti od amici era concessa, poiché avrebbe portato cattiva sorte.

Ma un’usanza ancor più curiosa riguardava la pulizia della casa. Prima di capodanno tutta la casa veniva pulita, ordinata e decorata, ma le scope, i cestini e le pattumiere dovevano sparire dalla vista. Era infatti severamente vietato spazzare il primo dell’anno, poiché si rischiava di spazzar via le fortune portate dall’anno nuovo.
A partire dal secondo giorno era permesso di spazzare, ma solo
all’interno della casa, ammucchiando la mondezza negli angoli e
lasciandola lì.
Solo dopo il quinto giorno la si poteva portar fuori. E
comunque è ancora un tabù in vigore per tutto l’anno lo spazzar fuori dalla porta di casa lo sporco accumulato all’interno. Farlo
significherebbe scacciar la famiglia di casa.
Per questo i cinesi spazzano sempre verso l’interno e portano fuori il pattume dalla porta posteriore e non da quella d’ingresso.

Aggiornato: 31-Gen-2006

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