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Sheng ed altri scritti

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Profumo di Primavera
 
  27 aprile 2005
Cari genovesi,
     

quando ho cominciato a scrivere pensavo sarebbero state due righe perchè non mi sembrava di ricordare niente... In realtà è venuta fuori una mail un po’ lunga, ma che vi devo dire, il mio cuore è molto pieno, e trabocca un po’! Mando la mail anche a Carlo, perchè su alcuni punti non sono sicura, e così se ho detto delle castronerie può correggerle, e ne approfitto per ringraziare tantissimo Giuseppe per averci fatto questo regalo della possibilità di studiare con il caposcuola italiano dell’Itcca (siamo molto invidiati per questo), e Carlo per i suoi insegnamenti e per gli anni di dedizione alla pratica e agli insegnamenti di M° Chu.
 

 
 
Questa sera come al solito (e con anche più del solito dispiacere) non sarò al ripasso per la solita incompatibilità di orari, ma volevo raccontarvi un po’ della mia esperienza a Milano allo stage col maestro Chu.
E’ stato bellissimo, e sono infinitamente grata di essere andata. E’ stata una grande ispirazione, ma non solo per la pratica del Tai Chi, anche per tutto il resto. Secondo me sono stata molto fortunata- nei giorni che sono andata io, dal 23 al 25, c’erano a disposizione tre corsi. Uno era proprio impossibile, perchè era correzioni della forma con la spada (però bello da vedere!), agli altri due mi sono iscritta, postura nell’I kung e Chi kung e yin yang mani e piedi nella forma (devo dire che del secondo non capivo neanche il titolo, ma vabbè).
 
 
 

Di fatto l’unico corso di cui potevo veramente fruire era quello di I Kung e Chi Kung, e quello che è successo domenica e lunedì è che il maestro Chu ha dedicato a quel corso lì il doppio del tempo, e agli altri la metà! ;-) Io ero deliziata, perchè nella parte espansa ha dato insegnamenti su respiro, energia e qualità varie, per cui fruibili anche da me, e una bella base per la pratica. L’hanno prossimo giuro che prendo appunti. Avevo carta e penna, eh, ma non riuscivo a scrivere, perchè secondo me ero un po’ ipnotizzata... Dopo un’ora di I Kung e Chi Kung non ero proprio nello stato normale.

 
 

Il sabato pomeriggio, l’unico giorno che non ha piovuto, abbiamo praticato all’aperto, sotto alberi bellissimi in pieno assetto primaverile e di fronte a un laghetto. Eravamo a semicerchio, e io ero a due metri dal M. Chu, senza nessuno davanti. Sentivo intorno a lui un’energia di facilità, di leggerezza, che mi ha reso tutto più facile di quanto immaginassi. Era molto bello praticare sotto gli alberi. Abbiamo più che altro fatto l’I kung con le braccia in alto, lui muoveva continuamente le mani e le dita, e poi essendo ora più comprensivo che agli inizi del suo insegnamento in Italia, faceva variazioni del movimento muovendo le braccia anche verso il basso, per cui non è stato troppo pesante. Ma è stato molto... Bello, uno stato di meditazione, di pace, non lo sentivo solo io, era proprio palpabile, si sentiva anche in palestra I giorni successivi.

 


 

    Ora non ricordo bene la cronologia degli eventi, sospetto di essere stata in stato alterato tutto il week end (se è per questo anche ieri non c’ero molto, mi sembrava di essere ancora là... Sicuramente non volevo che finisse...), comunque, domenica mattina il M. Chu ha dato un po’ di spiegazioni sull’I Kung, e sui benefici della pratica: vi dico quello che ho capito io e non necessariamente quello che ha detto lui, bisognerà poi controllare col Lopez... con le braccia (e spalle basse e aperte, ovviamente) in alto si libera il diaframma, e respirando a fondo si può rinnovare completamente l’energia mentale: Lui facendolo lacrima copiosamente, e spiegava che così si scaricano le tossine e la rumenta eterica e ci si rinnova. Ha anche raccontato la storia di un suo allievo che portava occhiali spessissimi dall’età di cinque anni e che con una pratica tosta dell’I kung ha recuperato la vista. Ha detto che I è come la batteria di una macchina e Chi la benzina, anche se si ha il pieno, se la batteria è scarica la macchina non parte, e ha raccomandato di fare I kung tutte le mattine. Noi ricarichiamo la nostra energia col sonno e col cibo, e mi sembra abbia fatto un paragone, tipo che il Chi kung è come il cibo, nutre, e l’ I kung come il sonno, rigenera, ma questa è da ricontrollare.  
 
  Poi domenica pomeriggio , sempre dopo un’ora di braccia in alto ( e anche se faceva un po’ male in certi momenti, alla fine poi mi sentivo molto bene, molto riposata, carica di energia, e con le spalle veramente libere, non c’era alcun indolenzimento... Bello) ci ha raccontato una storia (grande attore e mimo, ci faceva sbellicare dalle risate con smorfie e imitazioni perfette) oddio, il nome del tipo, oltre a Yang San qualche cosa non me lo ricordo, perchè lui li pronuncia in cinese, e io sono ignorante, ma vabbè, sto famoso maestro della famiglia Yang aveva dato una dimostrazione con la spada, e tutti erano rimasti colpiti dal fatto che pur tenendo fermi polso mano ed elsa la punta della spada vibrava. Così hanno preso un omaccione che tenesse la punta della spada, e un altro che controllasse il polso, Quando il maestro si è concentrato, rimanendo immobile, la punta della spada ha cominciato a vibrare, e l’omaccione è volato via. Proiezione del Chi.
E la cosa fica è che a quel punto Chu ci ha dato dimostrazione della stessa cosa, facendo volare un po’ di omaccioni (I suoi pupilli, Lopez, Moreno, Leonardo, Dario, tutti sti bei tostaccioni alti il doppio di Chu, volavano). Chu gli prendeva I mignoli, e dimostrava che se li spingeva con la forza fisica quelli non si spostavano, ma quando si concentrava li faceva volar via semplicemente soffiando l’espirazione. Ha fatto anche la dimostrazione che si vede sul sito, quella dove fa volare una fila di persone: lunedì ha fatto quattro file di una decina di persone ciascuna, e nello stesso odo li ha fatti volare.
 
 
 
  Poi ci ha fatto fare un test a coppie a tutti quanti per fare la stessa cosa, usare il Chi per spostare all’indietro il compagno. E’ stato bello, anche perchè io sentivo arrivare l’energia non come qualcosa che mi respingeva, ma come un’onda di calore, molto piacevole, che poi mi portava all’indietro. Però non mi bastava, volevo proprio sentire cosa succedeva se lo faceva lui, e sono stata fortunata, perchè ha generosamente fatto volare un bel po’ di allievi. Quando è stato il mio turno ero lì davanti a lui, piccoletto, non mi arriva alle spalle, mi ha preso per I mignoli e prima che mi rendessi conto di qualcosa ero a due metri da lui... Sensazione strana, anche perchè l’impatto l’ho sentito nei reni, e ho continuato a tremare per dieci minuti buoni. Mi sono fatta aiutare da un simpatico omaccione toscano a ristabilizzarmi, e sono rimasta comunque molto strana per una mezz’ora. Poi molto bene, alla sera c’era una festa e ho ballato a lungo, stando benissimo, e anche se ho dormito bene la notte avrei potuto stare sveglia che era lo stesso. La mia interpretazione è che quando lui fa quel giochetto proietta il Chi, e l’energia arriva, e io l’ho sentita dove probabilmente ero in squilibrio (ho avuto molta ansia venerdì sera e sabato mattina, che mi è passata con l’Ikung di sabato pomeriggio), ma in qualche modo mi ha scaricato la tensione in eccesso, e dopo stavo molto bene. I maestri quando ricevevano l’impatto avevano un’aria beata (noi shoccata) e dicevano di sentire come un’onda che li accarezzava in tutto il corpo.    

 

 
 
 

Lunedi mattina, riprendendo da questa cosa della proiezione dell’energia, ci ha fatto lavorare con quattro posizioni della forma, e ce le ha fatte testare. Ho capito tutto dei gomiti e delle spalle. Giuro che farò moltissima attenzione d’ora in poi, non me ne dimentico più! E’ stato un impatto molto forte: in pratica si trattava di mettersi nella posizione... Pang, e le altre tre non ricordo il nome, e respingere l’altro. Con I gomiti anche appena un po’ bassi o un po’ chiusi non succedeva niente. Con I gomiti e le spalle aperte, il diaframma libero, l’energia libera e rotonda, l’altro sentiva la spinta, e volava (ne ho fatte volare due, perchè a un certo punto avevamo tempo e facevamo un po’ gli scemi...). Bello.
Il maestro Chu ha spiegato che queste sono le arti interne, e che sono la cosa più importante. Si può fare Tai Chi senza fare attenzione a questo, con posizioni più chiuse, e farà comunque bene come concentrazione, rilassamento, centratura. Ma non muove l’energia. La caratteristica della sua scuola è quella di mettere le arti interne al primo posto, non è tai chi sportivo o agonistico, è lo studio del movimento dell’energia, e la trasformazione. Bè, le parole sono mie, non ho preso appunti, ripeto, è solo quello che ho capito io, e va ricontrollato col Lopez, però questo è il motivo per cui il M° Chu ha privilegiato il corso di I kung rispetto agli altri, perchè senza una comprensione dell’energia, e del perchè è importante la posizione del gomito, il resto non ha basi e non ha senso.

 


 

 
 

Mi sono sentita così fortunata, e così grata... Per me che lavoro con l’energia sono insegnamenti in parte già noti, ma vederli, sentirli incarnati da una persona che fa tai chi da 48 anni... bè, secondo me è un grande privilegio. Ho pensato che siamo molto fortunati a studiare col Lopez, una cosa che mi ha fatto notare uno dei simpatici toscani con cui ho familiarizzato, è come il Maestro si muova pochissimo, molto semplice, il minimo indispensabile. Bellissimo, estremamente sobrio, e I movimenti di Carlo sono quelli più vicini ai suoi, mentre altri maestri sono più... Decorativi. In ogni caso ho scoperto che siamo invidiatissimi per il fatto che studiamo con Carlo, infatti le ragazze toscane sono innamorate, e volevano venire la prossima volta (c’era un gruppo di toscani molto simpatici, io ho molto apprezzato Teresa, una simpatica agopuntrice, e Marina, una con una testa di un rosso incredibile, che forse vengono a giugno a fare la giornata con noi - a proposito, Silvia, mi chiedevano se possono dormire in palestra, tre o quattro li posso ospitare io, perchè così rimarrebbero per la pratica nel parco la domenica mattina...).

 
 

L’altra cosa che mi ha colpito sono stati I maestri e gli allievi. Un mucchio di bella gente. Che bello fare la forma con 50, 70 persone... Ho fatto un’osservazione. Gli anni di pratica sono direttamente proporzionali alla bellezza e al fascino. C’erano uomini e donne molto belli, non sempre per lineamenti belli, era come se avessero qualcosa di speciale. Quelli che praticano di più si vede, hanno qualcosa di speciale. Ed è stato così bello per tre giorni essere in un gruppone di persone che fanno le robe per far fluire l’energia, e che si dedicano a questo (lunedì mattina gli insegnamenti del maestro sono stati sull’importanza della pazienza e della dedizione): Nei maestri mi ha colpito proprio questo, l’intensità della dedizione, il desiderio di perfezionare, l’impegno. Bello. L’anno prossimo di nuovo. Ma anche tutte le mattine!

Silvia Scagliotti

 

Aggiornato 13 novembre 2005

ITCCA Europa - M° Chu King Hung