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Il principio Yin e Yang è facilmente applicabile, per forma e funzione, agli emi-sferi cerebrali. (anche a quelli planetari... ma questa è un'altra storia!) L'emisfero sinistro muove la parte destra del corpo; Yang, è legato all'azione, al fare, alla logica, alla tecnica, alla matematica ed a tutto ciò che è visibile e materiale. L'emisfero destro muove la parte sinistra del corpo, Yin, è in relazione al pensiero, alla creatività, all'analogia, al sentire. Un esempio che mi piace fare è quello della radio: l'apparato che diffonde il suono costituisce l'aspetto Yang, (emisfero sinistro), mentre la parte di ricezione, l'antenna, rappresenta la parte Yin (emisfero destro). E' facile capire come le due parti si completino a vicenda; con la sola antenna o con i soli diffusori non avremmo la radio. Manca ancora un terzo elemento; il collegamento tra antenna e diffusori, la parte che trasforma il segnale in suono udibile; solo così la radio è completa. Anche i due emisferi cerebrali sono collegati da una struttura, il corpo calloso, che funziona come una sorta di ponte collegando tra loro i due emisferi. In questo modo avviene la comunicazione, il pensiero può trasformarsi in azione la quale è contemporaneamente e costantemente "sentita" e controllata. Le Tradizioni affermano che per compiere il grande balzo evolutivo dobbiamo superare la dualità, nel senso di non basare più il nostro concepire sulla contrapposizione, sul dualismo, ma sull’aspetto unitario. Tutto è opposto ed allo stesso tempo complementare; superare la dualità significa capire e sperimentare, l'unità, il Tutto, il Tao. Gli aspetti contrapposti sono solo il mezzo col quale il Tutto si rende manifesto o, meglio, il modo attraverso il quale l'essere umano percepisce. Il profondissimo insegnamento contenuto nel Tai Chi, (Itcca), consiste nell'imparare a superare la dualità. In questo si spiega il termine "arte"; il Tai Chi è arte. L'espressione artistica necessita del funzionamento sincrono degli emisferi: Yin (1), Yang (2), ed il loro rapporto (3), tre elementi formano l'unità! L'arte non è di facile definizione perché, in certa parte, coinvolge l'aspetto dell'essere "non descrivibile a parole". Tuttavia si può affermare che è “dare forma al contenuto”. L'artista dà forma al contenuto, l'universo ha preso forma da un contenuto; l'allievo, dal canto suo, può risalire al contenuto attraverso la forma. La parte tangibile, visibile del Tai Chi si definisce proprio "forma". Per "contenuto" intendo un “moto dell'anima”, quello che trasforma qualche colore e pennello nella "Gioconda". L'arte è creare, ogni volta che ripetiamo la forma di Tai Chi creiamo; lo stesso movimento non è mai uguale in quanto moto dell'anima anche se visto dall'esterno sembra sempre o stesso. Per creare serve la capacità di sentire, di viaggiare nel nulla, di dirigere l'intenzione, propria dell'emisfero Yin e l'abilità tecnica, logica ed esecutiva dell'emisfero sinistro, Yang. Il terzo elemento (corrispondente al corpo calloso, alla relazione tra i poli) è il centro, che possiamo considerare come l'essere nella sua interezza. Il centro è il funambolo che amministra il bilanciere, (Yin e Yang); l'equilibrio è dato dal continuo assestamento del bilanciere grazie al quale il funambolo cammina sul filo. L'obiettivo è camminare sul filo, il bilanciere è lo strumento. Quando gli emisferi si sincronizzano entrano in risonanza, uno stato di coscienza del tutto particolare, rispetto a quello "normale", dove non esistono pensieri parassiti, "chiacchiericcio mentale", che rappresenta l'ostacolo principale all'atto creativo. E' un rimanere completamente in tempo presente, l’unico tempo reale. I pensieri parassiti ci conducono invece sempre al passato o al futuro cioè in condizioni non reali. Figuro l'espressione del Maestro Chu quando si prepara a mostrare un'applicazione o un test; smette di parlare, inspira, gli occhi cambiano espressione, sembrano guardare l'infinito...in quel momento non è solo l'esecutore di una tecnica energetica, è lui stesso energia. Questa è arte. Sappiamo tutti benissimo quanti siano i pensieri e le distrazioni che affiorano durante l'esecuzione della forma. E' questo che ci tiene staccati dall'arte... Che sia questo il "grande segreto?" In tal caso non ci sono formule magiche o speciali rivelazioni ma lavoro personale; sensibilità, non-azione, eliminazione delle paure, capacità di abbandonarsi, fiducia in se stessi.... A questo livello di pratica tutto funziona bene, l'energia fluisce e, la salute è preservata, le malattie migliorano, la postura è perfetta, il capoufficio è simpatico! Tutto funziona al meglio. Ritengo che l'arte sia, in questo momento di grande svolta globale, il modo migliore per esprimere il grande valore contenuto in ognuno di noi e superare, una volta per tutte, lo stato di lotta interna e di conseguenza esterna, che è lì proprio per essere superato. Buona continuazione! Francesco.
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