| La
Spada, non si stenta a credere, è Signora dell’Energia che taglia.
Un’Energia speciale, ineluttabile e precisa, irrimediabile e definitiva.
La Spada è una decisione. La Spada è una responsabilità.
La Spada è una decisione e una responsabilità per chi la maneggia e per
chi la osserva: i due soggetti hanno questo in comune.
Anticamente, le lame venivano forgiate
da Maestri forgiatori, battendo e fondendo, battendo e fondendo innumerevoli
volte, una lega di metalli che assumeva delle qualità speciali,
tra le quali, poteva tagliare l’acciaio.
Inoltre, questo è un fatto, il Maestro forgiatore trasferiva lo
Spirito del committente all’interno del metallo; prima doveva conoscerlo,
sentirne l’Energia ed accettare di confezionargli la Spada. Poi,
con un procedimento, incredibile ai più, ma credibile ai pochi,
ne trasferiva l’anima alla lama.
La Spada Sacra, il simbolo dell’onore, è un degno “organo”
della Via.
Della Spada, domina la caratteristica
Yin, relativa ai due tagli, che si manifesta, inevitabilmente, su una
struttura dritta, Yang.
Come strumento Yin, la spada deve essere usata con caratteristiche Yang,
decisione, traiettorie lineari, pulite, essenziali, chiare.
L’arte sta in questo: domare il lato Yin della Spada, il lato che
taglia “all’interno”, il modo opposto e complementare
al lato Yang, quello che taglia all’esterno.
Non c’è taglio “fuori” che non corrisponda ad
un taglio “dentro”.
I tagli dentro, quando sono in sintonia con la Via, rappresentano la vera
occasione per capirne l’essenzialità: il loro grande potere
di stimolare la guarigione.
L’esatto opposto che considerarli dolori dai quali fuggire.
Un buon osservatore…”sente” tutto questo.
Ogni movimento ogni attimo, ogni respiro è un qualcosa che si perde,
è un nemico ucciso; questo mostra la Spada.
Ogni perdita va accettata e ricoperta
di responsabilità ma ogni perdita è un taglio ai rami della
paura. La ferita si guarisce solo con l’onore di averla subita e
nel medesimo tempo, inferta.
Le ferite solo subite non si rimarginano mai.
Le ferite solo subite non esistono in realtà, si immaginano, perché
manca l’onore.
Per sopravvivere alla Spada non bisogna mai perdere la giusta dose di
Yang, visibile nei movimenti, ma ancor più da una forte Intenzione,
questo è l’onore, assumere l’intenzione e quindi la
responsabilità di scegliere.
L’onore di morire, che ci arriva in forma esasperata dalle storie
dei Samurai, è un tema del tutto attuale, mascherato da finte forme
di ricerca di aiuto, risposte con finte forme di aiuto.
L’onore di accettare che uccidendo si rimane irrimediabilmente uccisi.
“Si è osservata male la vita se non si è vista
anche la mano che dolcemente uccide”,
dice Friedrich Nietzche.
I Samurai sono qui, adesso, i Samurai siamo noi. La storia è solo
un cambio d’abito, l’essere umano è sempre lo stesso.
L’essere umano tende a dimenticare di avere avuto una clava o di
essere stato una qualsiasi figura della storia.
Ma quello stesso onore dei Samurai è dentro alle nostre cellule,
è addormentato dalle tristi storie, fintamente umane, che sono
state infilate nelle menti a furia di avvenimenti storici anche quelli
premeditati, per far credere che la Spada possieda un solo taglio, come
la moneta una sola faccia, come il bene l’unica possibilità,
come la paura l’unica scelta.
La Spada taglia.
Taglia il tempo. La Spada Sacra taglia il tempo quel tempo irreale, che
può durare tutta una vita, quel tempo che si interpone tra la decisione
e l’attuazione, quel tempo che annebbia il sentire e riduce la Spada
ad un inutile peso.
La Spada riporta al tempo reale, del qui ed ora, nel quale si percorre
la Via, si va….trasportati dal cuore, consapevoli che fuggire i
tagli all’interno equivale a sopravvivere, non a vivere, impedisce
la Conoscenza, paralizza il guerriero.
Quando Spada e mano e cuore diventano uno, inizia la danza senza tempo
e si perviene alla realtà, alla completezza, come gli antichi Samurai.
Ecco perché la Spada viene estratta dalla roccia e resa viva girandone
la punta in alto, dall’innocenza di un bambino ancora puro, unico
e spontaneo, ancora magico, appartenente al flusso….
Il bambino non sa neppure maneggiarla, non è necessario saperlo
fare, basta guardarla e lasciarsi trasportare.
Buona Spada, buona Vita!
francesco
|