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Lettera ad un'insegnante
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Una lettera di una insegnante ricevuta dopo l'esame ADO-UISP mi da modo di esprimere meglio alcuni concetti...

La Persona

Tu dici:

Io sono la medesima persona di prima.

Forse potrò essere in grado di trasmettere informazioni ma non di insegnare o di essere maestra di qualcuno

Mi piacerebbe comunque che lo spirito del tai chi diventasse lo spirito del gruppo perchè nel gruppo si può trasmettere qualcosa come d'altronde pare sia successo.

Io sono la medesima persona di prima.

1 - Questo va bene, non si diventa super-donne o super-uomini con il Tai Chi anche se lungo la strada ci sono di questi rischi, orgoglio e narcisismo sono sempre lì.

Esistono comunque orgoglio e narcisismo sani, come quelli dei bambini, sono parecchi anche tra noi quelli che tendono a schiacciarsi troppo limitandosi nelle potenzialità, nelle possibilità di vita.

Io sono la medesima persona di prima.

2 - Questo non va bene, l'Itcca forma anche insegnanti di Tai Chi ed il primo livello quello ADO-UISP è comunque un esame da insegnante, tu hai scelto di fare questo percorso e noi abbiamo accettato che tu lo facessi.

Non abbiamo la pretesa che tu sia subito insegnante, il percorso è lungo ma fatto il primo scalino sei un'insegnante.

Forse potrò essere in grado di trasmettere informazioni ma non di insegnare o di essere maestra di qualcuno.

Cosa è un insegnante? cosa vuole l'Itcca dai suoi insegnanti?

Un insegnante è un allievo da tempo lungo una Via, la sta percorrendo, di solito con maggior attenzione, costanza, piacere, beatitudine, comprensione (uno, qualcuno, tutti, mettetene pure altri che vi piacciono di più, di questi aggettivi) e può, deve? indicare la strada ad altri.

L'Insegnante è una porta, si fa porta, questo può far paura, l'insegnante deve anche avere il coraggio di sparire per lasciare spazio al Tai Chi, all'Energia, agli Antichi Maestri; si fa porta, lascia la propria importanza personale (non il proprio narcisismo sano, da bambino) fuori dall'insegnamento, fuori dalla propria vita.

Per noi il Maestro Chu è la porta, è colui che conosce meglio questa strada, ha il coraggio, l'audacia, il piacere, la bontà di mostrarci più chiaramente la Via, quella Via che a noi interessa.

(ci sono anche altre Vie ma in questo momento stiamo parlando e percorrendo quella del Tai Chi).

Mi piacerebbe comunque che lo spirito del tai chi diventasse lo spirito del gruppo perchè nel gruppo si può trasmettere qualcosa come d'altronde pare sia successo.

Cos'è il gruppo, perché il vostro ha funzionato?

Da anni osservo il gruppo ai "Giardini Pubblici" a Milano, qualche volta è potente, amalgamato, fluido ma qualche volta non funziona, non c'è, non ha energia.

Un gruppo non funziona sempre, perché?

Parliamo di energia, chi vede, lavora sulle aure trova molta differenza tra una e l'altra, qualcuno ha cercato anche di classificarle, qualcuno le ha disegnate.

Ci sono auree che si espandono troppo, altre che assorbono, altre ad uncino, altre puntute e così via... dipendono dai propri blocchi, dalle proprie rigidità mentali, dal proprio carattere, metti insieme persone, allievi con auree distorte e difficilmente avrai un gruppo...

un insegnante di Tai Chi è una persona che sta lavorando sulla sua Energia e tende ad averla più sferica di altri, sta lavorando su se stessa/o, possiamo dire che sta diventando una persona completa.

Questa persona messa in un gruppo tenderà ad armonizzare le energia di altre persone, e le altre persone tenderanno a farsi armonizzare da lei/lui.

Attenzione a considerare che in questo rapporto anche certi "apparenti" contrasti sono sulla Via dell'armonizzazione, Eraclito insegna: "l'armonia nascosta è migliore di quella apparente", "l'attrito tra l'archetto e la corda crea armonia".

Il vostro gruppo era potente perché alcuni di voi lavorano da molto tempo su di se ma attenzione! ognuno deve diventare una sfera energetica e non può nascondersi nel gruppo, può solo usarlo perchè il gruppo gli sta facendo vedere, sentire la strada!

Un saluto a tutti

Carlo Lopez

aggiornato al 05/11/2005