Il Qi Gong è un sistema di prevenzione, non un sistema medico.
I cinesi sono commercianti abili forse più degli Italiani.
Li Xiao Ming x anni ha sostenuto che il Qi Gong è per tutti, poi probabilmente ha capito che siamo un po' fessi - o furbi; i furbi sono spesso fessi - e adesso le ingenti cifre guadagnate lo hanno portato in braccio alla classe, all'ordine dei medici...
I sistemi di prevenzione erano al centro della vita orientale, nucleo portante di un sistema di pensiero: se una persona si ammalava era messo in dubbio il suo sistema di vita o il nucleo di prevenzione. Il malato a questo punto andava dal medico: la medicina era "a latere": un ramo che partiva dal centro - il sistema di prevenzione -.
Noi abbiamo ribaltato questa modalità naturale: la medicina è al centro ed il sistema di prevenzione a lato, ridotto a "terapia riabilitativa", necessita persino dell'approvazione del medico! Tra breve una passeggiatina sarà considerata Qi Gong medico.
Noto negli odierni cultori di terapie alternative una certa sudditanza al potere costituito, una necessità di riconoscimento, il bisogno che "Ordini" e "Università" diano il loro beneplacito al "reietto".
Questa problematica riguarda da vicino gran parte della "sinistra" che è sempre sussiegosa, sempre alla ricerca d’approvazione: questo la porta ad essere il più tenace sostenitore di molti ordini, - di solito creati dalla destra per motivi di potere - ad esempio, dell'ordine dei medici, e non è in grado di sostenere istanze innovative finché queste non siano riconosciute dall'ordine costituito.
Dopo il "'68" e i "movimenti" degli anni a seguire, molti si sono allontanati dai corsi di laurea, seguendo itinerari diversi e spesso sconosciuti: dobbiamo a loro una ricerca alternativa che sta dando all'Europa un bagaglio culturale ed occupazionale che, in quest'epoca di sommovimento, dopo il crollo del sistema industriale, riesce a darle nuova linfa.
Tra questa cultura: arti marziali e discipline alternative.
Ora, da buon taoista, ho ben presente il rischio a cui le nostre pratiche vanno incontro: il buon Confuciano, sta tentando di ridurre tutto questo materiale "vivo" in qualcosa - per lui - di meno pericoloso, cerca di ingabbiarlo, legiferarlo. Quale miglior sistema ha il potere di controllo se non inglobare e svuotare l'alternativo? Ed i Confuciani cinesi ne sono maestri da millenni...
Nulla contro i libri - ne ho letti molti anch'io - ma questa società vomita torrenti di spazzatura: rifiuti solidi, liquidi, organici, inorganici, televisione spazzatura, materiali cartacei, libri... Non contesto libri che neppure conosco, contesto in questo periodo storico l'assunzione del libro come "verità": sembra di assistere ad un ritorno al periodo del materialismo storico.
Consiglierei di attendere a scrivere un libro sul Qi Gong o sul Tai Chi a quando si ha un'età più consona: sono materie difficili, penso che per averne dimestichezza bisognerebbe praticarle per una quarantina d'anni... meglio per ora usare strumenti più adatti a quest’epoca di e-mail, di blog – Beppe Grillo in questo docet – sono strumenti più “volatili” dei libri, più “riciclabili” e si possono anche più facilmente ritoccare, correggere.
Cari saluti
Carlo Lopez