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L’Itcca ad Hong Kong |
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Partenza da HK |
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La notte ero completamente insonne, molta energia girava dopo la dimostrazione del Maestro Chu, neppure la meditazione serviva; mi sono alzato prima dell’alba per scrivere l’ultima e-mail. Ora non è più l’ultima: un piccolo, ma significativo episodio devo ancora narrare, il nostro incontro con un dottore di Medicina Cinese. |
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| L’aereo partiva tardi la sera, Dario ed io avevamo una giornata da trascorrere da perfetti turisti; proprio quel mattino l’incontro con una delle più grandi differenze con la nostra cultura occidentale, la “Medicina”: Dario l’ultimo giorno delle prove aveva sbattuto il braccio contro un armadio – Helmut, 212 centimetri gli era caduto addosso… - Il braccio doleva e siamo andati in una libreria a più piani nelle vicinanze dell’hotel, in vetrina avevano esposte delle bende; il reparto di articoli sportivi-sanitari è al secondo piano, a gestirlo mamma, papà e fogliolina – da noi trovare ad un’Upim una famiglia che gestisce un reparto sarebbe inverosimile! – |
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| Hanno delle bende che vanno bene per soreggere il braccio al collo, ma la signora è molto ferma: “you doctor”: voleva che andassimo da un dottore; noi neppure a pensarci, meglio tenerli lontano se si può… ma poi capiamo, ci vuole mandare da “dottore cinese”! ci fissa un appuntamento e ci da l’indirizzo – incredibilmente gentile -. | |||||||
| Il taxi si ferma davanti ad un caseggiato messo proprio male, il dottore è puntale, saliamo con lui, ogni porta, ed anche la sua è sprangata da una cancellata di ferro tipo carcere. Entriamo in un monolocale incredibile, c’è di tutto, da noi nessun paziente starebbe un attimo di più in un simile posto… ma è proprio orientale, lo testimonia l'aroma penetrante del famoso “Balsamo di Tigre”, miracolosa pomata. | |||||||
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Il dottore è taciturno e sorridente, tocca il braccio di Dario e gli dice subito che non era rotto – per precauzione Dario al ritorno in Italia farà delle lastre che confermeranno la diagnosi. Il “nostro” dottore comincia una serie di operazioni sul braccio offeso, un impacco viene premuto ritmicamente su alcune zone, poi un’impiastro viene steso e bendato con incredibile cura - sorrideva tranquillo, mentre noi diventati dei perfetti fotografi "giapponesi", gli scattavamo una foto dietro l'altra -; andando via, gli dice che ci vorrà un po’ di tempo perché torni a posto: <al ritorno in Italia dovrà essere rivisto> - ahimè, lui forse non sa che un paziente in Italia non troverebbe altrettanta attenzione e cura… - Dario si terrà il bendaggio per altre 36 ore e con pochissimo dolore. |
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| Le ultime ore sono dedicate alla ricerca di qualche regalo da portare in Italia e a qualche camminata, una di queste ci porta sul mare e qui l’aria è fresca e frizzante. | |||||||
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Veloce concludo, ma veloce il ritorno non è stato, il volo preso ad un buon prezzo era un ”accelerato”, da Hong Kong siamo finiti prima a Bangkok e poi a Dubai, qui siamo scesi per un paio d’ore dall’aereo, poi ci siamo imbarcati per l’Italia, ma… piccola sosta a Roma prima dell’arrivo a Milano! Quasi 24 ore di viaggio, ma veniamo a sapere che molti voli arrivati prima del nostro, a causa della nebbia erano stati dirottati a Genova: "solo se una cosa s’ha da fare, tutte le porte si aprono…” Carlo |
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