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Sheng ed altri scritti

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L’Itcca ad Hong Kong
 
 
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4a giornata ad HK

Alzarsi quando in Europa sono le 2 di notte fa ancora un pò impressione e di mattino, verso le 6-7 ci si sveglia; si cerca di nuovo il sonno per essere pimpanti durante la giornata. Il pensiero però stamane è corso a tutte quelle persone che affollano all'alba le vie delle più grandi città d'Oriente, tra cui Hong Kong.
Invero Denis, il presidente della nostra associazione gemella di Parigi, il primo mattino è uscito prestissimo: davanti al suo albergo ha trovato un gruppo di Taichichuanisti e in un angolo non lontano da loro ha fatto un po’ di Qi Gong. Probabilmente a queste latitudine è più napraticantiturale alzarsi presto per andare a praticare...

 
     
 
  Prep1  
 
2° sessione di preparazione col Maestro, messa a punto dei test energetici che farà e di come noi lo coadiuveremo: per ora tutto facile, del resto sono più di vent'anni che seguiamo il Maestro Chu, per un suo discepolo tedesco, Andreas, sono trenta!  
 
     
 
   
 
 
 
 
 
 
     
 
Sabato sera, la manifestazione è iniziata con la riunione dei capiscuola dei gruppi partecipanti, un centinaio; 4 i posti d'onore, uno per una rappresentante dello stile Wu, nipote di Gran Maestro della famiglia Wu, uno per il discendente diretto della XIX generazione della famiglia Chen, il Maestro Chen Zhen Lei e due per la scuola Yang, uno per il fratello minore di Yang Sau Chung, il Maestro Yang Zhen Duo, accompagnato dalla moglie ed uno per il Maestro Chu.
 
     
 
L'albergo è attaccato allo stadio ed oggi era pieno zeppo di atleti e partecipanti che hanno preso alloggio qui: ho incrociato il Maestro Chen Jen Lei, non lo vedevo da una quindicina d'anni, a quel tempo era venuto a Milano e vi era rimasto per un mese, eravamo in 7, 8 appassionati e lui si è prodigato ad insegnarci tutta la forma della famiglia Chen. Persona estremamente squisita e semplice. - la Forma Chen poi l'abbandonai perché ritenni che per riuscire ad approfondire il Tai Chi, meglio è dedicarsi interamente ad uno stile e quello della famiglia Yang mi è molto più congeniale -
 
     
  Nel pomeriggio scendo con l'ascensore - la stanza mia e del mio amico Guido, il rappresentante Itcca della Svizzera, è al 17° piano - la porta si apre al 15° ed entra una signora anziana sorridente e con tranquillità la segue un vecchierello molto allegro che mi saluta con un sorriso.
Scendiamo, lui ha un respiro un po’ asmatico e tra me e me penso: un po’ di Tai Chi gli farebbe bene. Arriviamo e ci scambiamo un piccolo inchino, ho pensato: <che coppia carina>. Nella hall incrocio un'altro rappresentante dell'Itcca Francese, Paul Woo Fon che mi dice che quel vecchietto è il famosissimo Yang Jen Duo...
 
     
 
Ecco Dario, gli accenno il Maestro e lui immediatamente, col suo sorriso più smagliante gli si avvicina, toglie dal taschino un taccuino e senza dire una parola, glielo pone aperto in mano con una matita, il Maestro - avrà più di ottant'anni - ha solo un attimo di esitazione, poi prende un suo pennarello e concede a Dario l'autografo, sotto ai nostri occhi non compare il suo nome e cognome in grafia, ma con cura disegna tre caratteri cinesi bellissimi raffiguranti il suo nome. Dario è molto compiaciuto e noi altri un po’ invidiosi!   Il maestro  
pensate, uno di quei tre simboli è il cognome "Yang": la stessa famiglia che 5 generazioni prima diede il suo nome alla forma così famosa nel mondo
 
 
     
  L'incontro della sera prima tra il Maestro Chu, discepolo di Yang Sau Chung, ed il Maestro Yang, è un pezzo della storia moderna del Tai Chi, un incontro tra due rami della famiglia Yang dopo decenni di isolamento dovute al fatto che un fratello, Yang Jen Duo, rimase in Cina, mentre l'altro, il maggiore, Yang Sau Chung riuscì a scappare ad Hong Kong - era già una leggenda in Cina, ma tali Maestri non facevano una bella fine dopo l'ascesa al potere delle Guardie Rosse.
 
       
 
 
 
 
 
     
  Domenica per tutto il giorno sono proseguite le gare di Tai Chi nel palazzetto, noi con i nostri enormi pass appesi al collo siamo entrati un paio di volte a dare un'occhiata: devo dirvi subito che non ci aspettavamo molto ed in effetti non siamo rimasti colpiti dai moderni movimenti taichichuanistici delle centinaia di Cinesi venuti da tante parti della Cina per le gare: la Cina ha negli ultimi decenni depauperato il Tai Chi da qualsiasi aspetto energetico e l'antica arte taoista non traspare neppure un pò, anzi, le entrate di gruppi con incedere marziale sono troppo "confuciane"; forse i tanti sgargianti colori che gli "atleti" indossano vogliono - inconsciamente - fuorviare della "pochezza" interna dell'arte mostrata al giorno d'oggi.
 
     
 
 
 
 
 
     
  Ci ha colpito invece il calore di tutti i cinesi presenti, quando passavamo noi "occidentali", ci guardavano sempre con un sorriso e l'accoglienza era fatta col cuore. Tanti bimbi e bimbe, alcuni di 6 7 anni con vestitini sgargianti e fluttuanti e prodi delle loro spade da gara in metallo, "guazzano" intorno; sempre Dario: vuole fare a tre di loro una foto, a quel punto è circondato da bimbi ed adulti che lo "costringono" in mezzo a loro e con le loro macchine, saltate fuori dal nulla, gli scattano una foto dietro l'altra, lui in mezzo ai il loro figli come fosse un Bruce Lee dell'occidente? :)
 
     
  Oggi è lunedì pomeriggio, alle 19 andremo al galà finale, nessuna gara, solo le dimostrazioni dei Maestri; verso le 20 toccherà anche a noi...  
     
  Carlo  
     
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Aggiornato: 3-mag-07

ITCCA Europa - M° Chu King Hung