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Sheng ed altri scritti

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A Maresa

Come i fiori

Lo stesso che guardare un fiore.
Nessun reciproco affanno.

Solo bellezza e stupore e meraviglia
gocciolando evaporano nel nulla.
Solo limpida calma e sentore d’essenza.

Tu sei qui fiore delicato
e per questo straordinario e forte.

E mi guardi e ti guardo.

Così, senza parlare
resisteremo al vento e alla tempesta
nutrendoci dalla stessa zolla e dalla stessa acqua.

Lo stesso che guardare un fiore.

E’ questo l’amore.

francesco

 
 

Un Consiglio direttivo dell'Itcca Italia

 

  Voglio ringraziare tutti voi per la partecipazione sincera e per la vicinanza che avete manifestato.
Sentirvi vicini è una cosa utile...aiuta....perchè qui adesso è tutto vuoto e buio e c'è silenzio e c'è dolore e manca il fiato.
Ha detto bene Nello, il fratello di Maresa, in chiesa, a proposito del fatto che lei ci ha insegnato la dignità anche nella morte.
Aveva dolori da implorare la morfina, invece, fino a domenica è riuscita a sorridere come sempre faceva...
 
 


E' stata a casa, la casa del nostro sogno, è stata in piedi fino all'ultimo... fin quando è uscita.
Adesso non torna più e pensare che la sua energia sia nell'universo, che sia molto probabilmente in paradiso, come ha detto il prete, o che sia la stellina che brilla lassù, o che facciamo la forma per lei, non serve a far si che torni, serve a ottundere un pò i nostri sensi…. tutt'al più.

E il suo sorriso gentile non ci sarà più. Quel sorriso che mi ha attratto irresistibilmente al punto da lasciare una comoda posizione di famigliola "very normal" per mettermi a cercare una casa in affitto, così, di punto in bianco, senza aver quasi pensato neppure al dolore che ho procurato, innanzitutto a mia figlia. I bambini provano dolore solo per via degli adulti.
Ma quel sorriso ha avuto la meglio.

 
 

Maresa era comunque una persona molto controversa, molto in tensione, molto spaventata dall'idea di sbagliare e proprio per questo il suo sorriso aveva un valore, perchè era il risultato della sua continua lotta.
Dalla parte opposta si creava però la condizione affinchè succedesse quello che è successo; cambiare lavoro, reinventare un futuro....ha creato una preoccupazione talmente forte da innescare, come una miccia, “l'impazzimento” del corpo.
Questo aveva quel sorriso: era vero.
Era accogliente.
Forse per questo è stato breve, si è esaurito.
Ci ha consegnato troppa bellezza consumando l'energia di una vita.
Beh, ricordiamoci di quella bellezza anche se probabilmente peggiora ancora di più il dolore per la sua assenza. Ma ci ha insegnato anche a sentire il dolore come esseri fieri e forti, come esseri Umani.
Senza dolore non c'è bellezza, questo l'ho imparato.

Un abbraccio a tutti
Francesco.

 
 
 
Aggiornato: 17-Set-2007
 
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